S uddiviso in tre capitoli (infanzia, adolescenza, età adulta), uno meno interessante dell’altro, il Bildungsroman queer di Jenkins manca di una vera vocazione, se non quella tutta tesa alla forma, alla "maniera". Se il ricorso al commento sonoro - eseguito da orchestra, in più momenti di derivazione liturgica, scritto da Nicholas Britell - si propone, pasolinianamente (ebbene sì!) di ricercare il Sacro nella miseria, il risultato è la mistificazione di quest'ultima nel tentativo di una sua sublimazione cinematografica e drammaturgica. Ecco quindi che, se il "battesimo" nell'oceano è forse la migliore soluzione visiva del film, la confessione "stonata", che quasi fa il verso a uno pseudo-virginale mariano ("Sei stato l'unico uomo ad avermi toccato e io non ho toccato nessun altro") vacilla pericolosamente in un epilogo tutto giocato sulla sobrietà, di sguardo in primis (come dimostra la discrezione, di pudica riservatezza, de...